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Gessopalena: giovedì 9 settembre 2010 5.37
S.Antonio abate
Esempi di rappresentazioni della vita di Sant'Antonio abate
Pincianesi
La Bassa
Paese
S. Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell’Egitto, intorno al 250, a vent’anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l’Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. Alla devozione popolare del Santo sono associate benedizioni agli animali domestici, nonché ai prodotti dell'agricoltura e la sacra rappresentazione della sua vita, soprattutto nell'Italia centrale.
Egli è conosciuto anche come Patrono del fuoco, perché protegge da una malattia cancrenosa, detta fuoco di S. Antonio, che causa epidemie come riferiscono numerose cronache medioevali.
La tradizione di Sant’Antonio abate è diffusa in tutto l’Abruzzo in forme rituali differenti che vanno dalla questua musicale all’interpretazione di vere e proprie rappresentazioni sacre, dall’accensione di fuochi alla benedizione degli animali sul sagrato delle chiese.
Lu Santandonie
è un'antica tradizione che si pone tra una sacra rappresentazione e un canto di questua: le squadre di suonatori visitano le case del paese e delle contrade cantando le gesta di Sant’Antonio abate nella lotta contro il Demonio, accompagnando il canto con brevi teatralizzazioni a volte anche satiriche o grottesche.
Sempre presente al termine della rappresentazione la questua, richiesta di offerte... in vino e salsicce per i figuranti.
(note raccolte da vari siti che ringraziamo anche se non siamo in grado di citarli)