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Marino Turchi

Scienziato, patriota risorgimentale e filantropo (Gessopalena 31 maggio 1808 – Napoli 3 marzo 1890).

Già medico di fama in Napoli, il 18 aprile 1848 venne eletto rappresentante dell’Abruzzo Citra al Parlamento delle Province Napoletane. Fu uno dei sessantaquattro deputati firmatari della protesta contro Ferdinando II, il re spergiuro, che, dopo aver concesso la costituzione, a causa dei tumulti scoppiati a Napoli il 15 maggio aveva ordinato la sospensione del Parlamento appena eletto.

Marino TurchiChiamato a deporre sui disordini di quel giorno, fece una rigorosa ricostruzione dei fatti, spendendo coraggiosamente la sua parola in difesa dei quarantaquattro imputati (fra i quali l’amico Silvio Spaventa). Solo la trasparenza dei suoi atti gli evitò la galera; rimase comunque fra i sorvegliati della polizia borbonica.

Nel settembre del 1860, con l’ingresso in Napoli di Garibaldi, conobbe il trionfo delle sue idee. E l’Eroe stesso lo nominava professore di Igiene all’Università. Ad unità d’Italia avvenuta, Marino Turchi si fece promotore di tutte le iniziative umanitarie della Città di Napoli dirette a sanare le condizioni di vita di un popolo abbrutito dalla miseria.

Marino TurchiFondò l’Associazione Filantropica Napoletana: “per migliorare, mercé nuove abitazioni, la sorte egli operai, dei poveri, dei poco agiati della Città”. Ammoniva: “Il miglioramento delle classi povere sia legge suprema nei liberi Stati”. In quest’opera di redenzione sociale gettava le sue migliori energie di scienziato e di filantropo. E, salutata con gioia la costruzione di quindici palazzetti nell’emiciclo di Capodimonte, intraprendeva la battaglia per migliorare le condizioni igieniche della Città, impegnando le autorità a varare una lunga serie di provvedimenti di bonifica.

Già Preside della facoltà medico-chirurgica, dal 1879 al 1881 fu Rettore magnifico Dell’Università di Napoli. Costruttore del bene sociale, operò con spirito di servizio e in umiltà, adoperandosi con intelligenza alla soluzione di problemi reali e urgenti, convinto che il fine dell’uomo è riposto nell’agire più che nella parola. Tra le sue tante pubblicazioni ricordiamo Italia igienica e Consigli per vivere sano.

E’ da annoverare fra i benemeriti dell’Umanità.

(Nicola Cavaliere)