Storia e
memoria
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...Sull'inutilità della guerra, sull'imbarbarimento che scatena
sull'uomo, voglio lasciare una testimonianza che ho cercato
inutilmente di cancellare dalla mia mente.
Il 25 marzo 1944 ero a Fallascoso dove comandavo quel presidio
di patrioti della Majella. In accordo con il maggiore
comandante di uno squadrone inglese distanza a Torricella
Peligna, si stabilì per la sera alle ore 22 di svolgere un
pattugliamento d'attacco nella zona della montagna dei Pizzi -
località Grotta del Lupo - di Montenerodomo. Era a nostra
conoscenza che nella zona c'erano alpini tedeschi riservisti e
si conoscevano i loro movimenti nella zona. All'ora convenuta
arrivarono a Fallascoso 10 soldati al comando di un tenente
inglese. Prima di partire cercai di conoscere l'ufficiale e
con grande meraviglia sappi che era arrivato da Londra da due
giorni ed era al suo battesimo del fuoco. Era interessato a
conoscere i soldati tedeschi che chiamava "boche".
Guidati da un patriota che conosceva la zona, sotto una
pioggerella penetrante, in circa 20 soldati iniziamo la marcia
con grande attenzione verso l'obiettivo - Grotta del Lupo.
Dopo quattro ore di cammino e prima dell'attraversamento del
Vallone Cupo in contrada Selvoni di Montenerodomo, facemmo una
sosta vicino ad una casupola per stabilire sul terreno le
modalità dell'attacco. Dalla partenza da Fallascoso che non
fumavo, con un calcio aprii la porta della stalla ed accesi un
cerino. Mi si presentò uno spettacolo allucinante che
istintivamente mi fece richiudere la porta sgangherata.
Riapertala, poco dopo, e riacceso un cerino mi trovai una
donna in camicia da notte tutta insanguinata con tre bambini
nelle stesse condizioni a lei abbracciati morti ammazzati dai
tedeschi, distesi come se dormienti su un materasso
matrimoniale che occupava la piccola stalla. La stranezza del
quadro illuminato da altri cerini mi lasciò nella mente la
visione sorridente di persone passate dalla vita alla morte in
assoluta serenità.
Niente potei fare per poterli aiutare, richiusi con
delicatezza la porticina sgangherata e mi segnai con il segno
della croce. Mantenni il segreto a tutti gli uomini per
opportunità militare. La pattuglia terminò la sua missione
con uno scontro a fuoco furibondo con i tedeschi e rientrò a
Fallascoso all'alba senza perdite. Il tenente inglese era
contento, mi ringraziò perché ebbe il battesimo del fuoco e
proseguì per Torricella Peligna. Dopo tanti anni ho avuto i
nomi dei caduti di Vallone Cupo che si trascrivano di seguito:
Di Lullo Domenica di anni trentanove (18.6.1905) deceduta il
25 marzo 1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco
tedesca, coniugata con Di Rocco Giuseppe; Di Rocca Rosa -
figlia - di anni nove (11.9.1934) deceduta il 25 marzo 1944 in
contrada Vallone Cupo da arma da fuoco tedesca; Di Rocco Rocco
- figlio - di anni cinque (13.9.1937) deceduto il 25 marzo
1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco tedesca; Di
Rocco Anna Emilia - figlia - di anni tre (13.3.1941) deceduta
il 25 marzo 1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco
tedesca.
Di nefandezze i nazisti, per restare in Abruzzo, ne
combinarono tante; ma auguro che nei comuni dove si sono
verificati gli eccidi la memoria storica non sia stata
completamente cancellata. ....
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