L'OPINIONE DI OGGI

di Domenico Troilo*
* Vicecomandante della Brigata Majella

sabato 2 dicembre 2000
Storia e memoria
.....

...Sull'inutilità della guerra, sull'imbarbarimento che scatena sull'uomo, voglio lasciare una testimonianza che ho cercato inutilmente di cancellare dalla mia mente.
Il 25 marzo 1944 ero a Fallascoso dove comandavo quel presidio di patrioti della Majella. In accordo con il maggiore comandante di uno squadrone inglese distanza a Torricella Peligna, si stabilì per la sera alle ore 22 di svolgere un pattugliamento d'attacco nella zona della montagna dei Pizzi - località Grotta del Lupo - di Montenerodomo. Era a nostra conoscenza che nella zona c'erano alpini tedeschi riservisti e si conoscevano i loro movimenti nella zona. All'ora convenuta arrivarono a Fallascoso 10 soldati al comando di un tenente inglese. Prima di partire cercai di conoscere l'ufficiale e con grande meraviglia sappi che era arrivato da Londra da due giorni ed era al suo battesimo del fuoco. Era interessato a conoscere i soldati tedeschi che chiamava "boche". Guidati da un patriota che conosceva la zona, sotto una pioggerella penetrante, in circa 20 soldati iniziamo la marcia con grande attenzione verso l'obiettivo - Grotta del Lupo.
Dopo quattro ore di cammino e prima dell'attraversamento del Vallone Cupo in contrada Selvoni di Montenerodomo, facemmo una sosta vicino ad una casupola per stabilire sul terreno le modalità dell'attacco. Dalla partenza da Fallascoso che non fumavo, con un calcio aprii la porta della stalla ed accesi un cerino. Mi si presentò uno spettacolo allucinante che istintivamente mi fece richiudere la porta sgangherata. Riapertala, poco dopo, e riacceso un cerino mi trovai una donna in camicia da notte tutta insanguinata con tre bambini nelle stesse condizioni a lei abbracciati morti ammazzati dai tedeschi, distesi come se dormienti su un materasso matrimoniale che occupava la piccola stalla. La stranezza del quadro illuminato da altri cerini mi lasciò nella mente la visione sorridente di persone passate dalla vita alla morte in assoluta serenità.
Niente potei fare per poterli aiutare, richiusi con delicatezza la porticina sgangherata e mi segnai con il segno della croce. Mantenni il segreto a tutti gli uomini per opportunità militare. La pattuglia terminò la sua missione con uno scontro a fuoco furibondo con i tedeschi e rientrò a Fallascoso all'alba senza perdite. Il tenente inglese era contento, mi ringraziò perché ebbe il battesimo del fuoco e proseguì per Torricella Peligna. Dopo tanti anni ho avuto i nomi dei caduti di Vallone Cupo che si trascrivano di seguito:
Di Lullo Domenica di anni trentanove (18.6.1905) deceduta il 25 marzo 1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco tedesca, coniugata con Di Rocco Giuseppe; Di Rocca Rosa - figlia - di anni nove (11.9.1934) deceduta il 25 marzo 1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco tedesca; Di Rocco Rocco - figlio - di anni cinque (13.9.1937) deceduto il 25 marzo 1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco tedesca; Di Rocco Anna Emilia - figlia - di anni tre (13.3.1941) deceduta il 25 marzo 1944 in contrada Vallone Cupo da arma da fuoco tedesca.
Di nefandezze i nazisti, per restare in Abruzzo, ne combinarono tante; ma auguro che nei comuni dove si sono verificati gli eccidi la memoria storica non sia stata completamente cancellata. ....