Guerra '43

Prefazione
Nota Curatore
Nicola Bellisario
Felicetta Tiberini
Nicola Bellisario
Donato Lannutti
Nicola Santirocco
Giacinta Mancini
Nicola Santirocco
Ernani Tiberini
Cosimo Salomone
Antonio Salomone
Filomena De Liberato
Luigi D'Amelio
Lenuccia Troilo
Donato Lannutti
Don Nicola Masciarelli
Giacinta Mancini
Fiorenza Tozzi
Nicola Scamuffa
Giuseppe D'Amico
TIME 17/1/'44

  Felicetta Tiberini

Era il 7 dicembre. Avevamo abbandonato la nostra casetta in paese, distrutta, e stavamo nella masseria di mia suocera a Santa Croce. Quella sera mio marito, Antonio Cicchini, era tornato in casa con due amici: Domenico Cicchini e Domenico De Crescenzo. Di giorno erano stati più volte in paese a prendere un po’ di cose dalla casa distrutta. Mia suocera aveva cucinato delle patate fritte nella frizzola, sul fuoco. Stavamo cenando.Le nostre due figlie, Carmela e Maria, erano piccole. Era già notte. Arriva trafelata Giovannina, la moglie di Domenico De Crescenzo: "I tedeschi stanno bruciando Roccascalegna! Uscite! Scappate a vedere. Scappate a vedere!". Vedemmo tutti quanti Rocca bruciare, ed anche un segnale di fuoco che salì alto in cielo. Spronati da Giovannina, i tre uomini si allontanarono nella boscaglia, e si diressero verso la masseria de Lu Stierpo, Minco Mattoscio. Passarono tre tedeschi di pattuglia, li videro e li avvisarono: "Halt!", ma quelli vollero scappare, e i tedeschi li mitragliarono. Udimmo gli spari. Alcuni uomini andarono a vedere e li trovarono morti. Mio marito rimase vivo per poco, ma io non lo vidi. Portarono i corpi nella chiesetta della Maddalena a Pastini. Fecero le casse con le tavole del letto. Io volevo andare a vedere mio marito, ma mia madre mi disse: "Statti a casa e pensa alle bambine. Oggi ne ho avuto abbastanza!". Poi Giovannina si lamentò più volte che se suo marito non stava col mio non sarebbe morto. Ma era stata lei a chiamarli e a farli uscire di casa. Per fare che cosa? Per farsi ammazzare.