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| Guerra
'43
Prefazione
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Donato Lannutti Dopo che erano andate a terra le case, a dicembre, facevo dei lavoretti di trasporto per guadagnare qualcosa. A me e a un altro ci comandò Mastro Donato, il falegname, per portargli un po' di cose in campagna, alle Morge, dove era sfollato in casa di Antonio Scattolone. Era solo: la moglie gli era morta da pochi giorni, e il figlio stava prigioniero in Germania. Mi indicò un cappello della milizia fascista appeso ad un chiodo in alto (lui prima comandava le marce premilitari il sabato), e mi disse: «Sei capace di prenderlo?». «Certo!» risposi, e mi arrampicai. Lo presi ma mi sfuggì e cadde a terra. Mastro Donato afferrò un bastone e cominciò a batterlo sul cappello: «Tu sei stato la mia rovina» diceva, «tu sei stato la mia rovina». |