Il carabiniere Delli Pizzi Angelo dichiara sotto giuramento di essere membro dei CC.RR. assegnato alla stazione di Casoli e temporaneamente in servizio a Gessopalena. Dichiara inoltre di avere 24 anni e di essere membro dei Carabinieri da due anni. Che il 2 febbraio 1944 ha accompagnato un gruppo di circa dieci uomini che andarono al villaggio di Sant’Agata con lo scopo di seppellire un gran numero di civili morti che erano stato uccisi dai tedeschi. Egli osservò il gran numero di corpi nella stanza di una casa che era stata distrutta dalle esplosioni e in parte bruciata. Non poté stimare il numero totale dei morti perché solo quattro o cinque corpi erano in qualche modo intatti. I resti dei corpi erano cosi terribilmente maciullati, ridotti a pezzi e bruciati che tutto ciò che egli ha potuto dire è stato che c’era una gran quantità di carne umana tutto intorno alla stanza. In un’altra stanza che, per quanto lui si ricordi, si trova nella stessa casa, ha osservato il corpo di una ragazza stesa all’indietro su un mucchio di detriti, le gambe piegate sotto di lei e il capo piegato all’indietro. Ha valutato la sua età sui 12 o 13 anni. Lei era stata colpita in qualche punto nella parte superiore del corpo ma non ricorda l’esatto punto. Dalla posiziOne del corpo egli ha avuto 1’impressione che lei era apparentemente scappata in questo posto nascosto nell’angolo di questa casa e quando è stata scoperta è stata colpita dal suo inseguitore. Delli Pizzi ha aggiunto che ha anche osservato il corpo di un uomo di circa 30 anni d’età steso al suolo a circa 30 metri dalla suddetta casa. L’uomo era steso a faccia in giù e a circa un metro da lui c’era il corpo di un bambino piccolo. L’uomo era stato ucciso con un colpo alla testa e il bambino con un colpo sulla guancia sinistra. Egli aggiunge inoltre di aver notato sulla strada tre grandi pozzanghere di sangue ed impronte, e l’evidenza che tre corpi erano stati rimossi da li. Ha dichiarato di aver assistito al seppellimento e alla identificazione di alcuni dei morti. La maggior parte dei corpi era troppo malamente mutilata da permettere il riconoscimento.

Gessopalena. l0 febbraio 1944