Io, Giuseppe D'Amico, figlio del defunto Marziale, dichiara quanto segue: ho 30 anni di età e la mia residenza era a Torricella Peligna. Il 21 gennaio ero rifugiato in una masseria del paesino di Sant'Agata. Con me avevo un mulo e tre pecore. A parte me c'erano altri quattro rifugiati in casa. Alle 5 di mattina circa i soldati tedeschi vennero alla casa e bussarono alla porta. Quando aprii la porta essi mi spararono e mi ferirono. Caddi vicino alla porta. Fecero alzare le altre persone in casa e le portarono via. Io mi finsi morto. Più tardi sentii urli e strilli, esplosioni e colpi di arma da fuoco. Quando tutto fu di nuovo calmo andai a casa di alcuni parenti e mi portarono a Gessopalena dove mi medicarono le ferite.Non so a quale reparto appartenessero i soldati tedeschi e non potei riconoscerli.
La dichiarazione di cui sopra è vera e le descrizioni da me date derivano dalle mie osservazioni.