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Gennaro Finamore
Nato a Gessopalena l'11 agosto 1836, compì i primi studi a Lanciano. Si
laureò in Medicina presso l'Università di Napoli. Esercitò il suo mestiere
presso il paese nativo, dove si dedicò profondamente alle tradizioni, alle
credenze e al folclore popolari.
Con la pubblicazione della sua opera "Vocabolario dell'uso abruzzese",
stampato presso la Casa Editrice Rocco Carabba, ricevette favorevoli recensioni
da riviste nazionali e internazionali.
Nel 1893, con la seconda edizione di quest'opera, il Ministero della Pubblica
Istruzione lo fece honoris causa professore di lettere nelle scuole secondarie.
Ciò gli permise di insegnare nel Liceo Ginnasio in cui studiò.
Si spense a Lanciano il 9 luglio 1923. Al suo nome è intitolata la scuola media
di Rosciano e l'ex Via degli Studi a Lanciano.
da FIGLI D'ABRUZZO, Luigi Braccili. Mario D'Arcangelo Editore.
Alcune opere di G. Finamore ripubblicate dall'Editore Polla
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"Di tradizioni popolari, o meglio di
poesia popolare come la sensibilità post-romantica dei tempi esigeva,
Finamore incominciò ad interessarsi proprio a Napoli, seguendo le
lezioni di Vittorio Imbriani e collaborando con lui, per quanto riguarda
una nutrita sezione Abruzzese, alla compilazione dei canti popolari
delle Provincie meridionali, in cui rivela subito una sensibilità ed
una inclinazione non comuni che l'influenza di Francesco D'Ovidio
indusse ad incanalare verso la ricerca linguistica e glottologica."
Maria Concetta Nicolai
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Racconti erotici, raccolti da Gennaro
Finamore intorno al 1880. Da essi emerge un universo vitale e positivo
che non perde di vista i valori e le regole della dignità umana ed in
cui il sesso è percepito come esplicitazione naturale del rapporto
uomo-donna, senza distorsioni o inutili condanne per cui la folla di
monaci, preti, giovani furbi, ragazze ingenue, mariti sciocchi e mogli
sempre pronte a cogliere l'occasione al volo, fanno parte del gioco
quotidiano e rientrano in un preciso equilibrio.
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"Tutto quanto è contenuto in questo
volume è, sostanzialmente, pura traduzione di notizie da me raccolte in
ben 50 comuni della nostra Regione. Spero tanto che siano utili per le
ricerca delle nostre più antiche credenze, nonché per la ricostruzione
dei concetti che le informarono, prima che nel tempo e nello spazio,
l'attrito delle nuove idee le riducesse cosi come ora le troviamo nella
memoria de'presenti. Ogni volta che le credenze e gli usi non siano,
almeno che io sappia, comunissimi, il luogo o i luoghi di provenienza ho
particolarmente indicati".
Gennaro Finamore
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Questa pubblicazione ripropone lo studio
apparso nel 1892 nella collezione delle Curiosità Popolari. Ne è
curatore Adelmo Polla, che tenendo presente la inclinazione de1 1ettore
contemporaneo, ha enucleato dal complesso studio che il Finamore ha
dedicato alle Tradizioni Popolari Abruzzesi il capitolo riguardante la
medicina popolare e con una attenzione filologica maturata in una lunga
militanza nel campo della ricerca bibliografica lo ha alleggerito di
tutto quell'apparato linguistico che ne avrebbe limitato la fruizione
alla stretta cerchia degli addetti ai lavori. Maria C. Nicolai
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