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GESSOPALENA
Provincia di Chieti - Abruzzo -
Paese virtuale dei Gessani nel Mondo
Municipio: tel.(+39)
0872 988112
Parrocchia: tel. (+39) 0872 988136
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E' morto a Roma
Dr. Nicola
Santirocco
già sindaco di Gessopalena, animatore della scena
politica e culturale per molti anni.
I funerali a Gessopalena
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Testimonianza di
Nicola Santirocco sull'ultima guerra a Gessopalena, raccolta
da Gino Melchiorre
I tedeschi rimasero
stabili a Gesso tra fine ottobre e il 30 novembre. Noi
giovani tornavamo ogni tanto nelle nostre case, e poi
scappavamo di nuovo. In casa di mio nonno Nicola si erano
stabiliti alcuni tedeschi comandati da un graduato; altri si
erano sistemati in casa Oltremonti, a Via del Popolo, e
nella casina Cassio, in fondo a Terranova, in Via Peligna,
che allora limitava il centro abitato del paese. Il graduato
tedesco in casa di mio nonno vide una mia foto e chiese dove
fossi; mia madre rispose che studiavo a Bologna. Una sera
tornai. Il camino era acceso. Trovai 1’Obermeister seduto in
cucina sull’arcibanco. Mamma mi vide e impallidì. Io dissi
"buonasera". Il tedesco si rivolse a mamma e chiese,
ironico: "E' lui che sta studiando a Bologna?". Poi mi
disse: "Non dovete aver paura di noi, siamo soldati, stiamo
facendo una guerra, che a me non piace". La sua famiglia in
Germania era di sentimenti socialdemocratici. Poi aggiunse:
"Attenti a quelli che verranno dopo di noi. La situazione
diventerà davvero difficile". Il 30 novembre uscirono da
questa casa e si ritirarono verso Torricella.......La mattina del 4 arrivò
un camion. Si fermò davanti al Municipio. Mio nonno, come
sempre, stava in piedi, in mezzo al portone. Io ero dietro
di lui e vidi tutta la scena. Dal camion scesero dei
soldati; uno di loro si mise a parlare con il podestà,
Benigno D’Orazio, che si rivolse sconvolto verso mio nonno:
"Vogliono far saltare il paese! Dov’è Nini? Facci parlare
lui!". Ma mio nonno fece di no con la testa. Il tedesco
parlava anche un po’ in francese, e al podestà diede
1’ordine di far sgomberare il paese entro due ore: avevano
1’ordine di far saltare le case....
Da allora i tedeschi
non tornarono più in paese. Però cominciarono a bombardarlo
da Torricella e nelle più svariate ore della giornata. Un
mattino stavo seduto con Maria su una panchina della piazza.
C’erano tutte panchine in pietra, allora. Cominciò un
bombardamento da Torricella, e ci rifugiammo dietro un muro
di una casa crollata. Quando i bombardamenti cessarono e noi
uscimmo da quel rifugio, trovammo la nostra panchina
disintegrata da una cannonata.
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